Il concerto
L’impressione complessiva è quella di un lavoro che capitalizza una lettura moderna e fresca di linguaggi tradizionali del jazz; questo, unito ad un evidente affiatamento degli strumentisti, permette una comunicazione diretta a beneficio anche dei non specialisti. I brani hanno struttura chiara, il tema torna regolarmente leggibile e valorizzato da una forte sensibilità melodica enfatizzata dall’eccellente contributo di Bianchini, i cui idiofoni operano come autentico alter ego di Cramerotti con dialoghi fluidi e spontanei.
In realtà la scrittura risulta attenta sia da un punto di vista degli accorgimenti armonici che delle influenze stilistiche, differenziate e vivaci. Si va dal chitarrismo alla Kessel alla clave latina, dall’omaggio alla Milonga alla chiarezza ritmica di Chick Corea (il tributo al celebre pianista in Windows risplende in questo senso), dallo swing cameristico ai tempi dispari, il tutto con estrema naturalezza.
La cifra principale consiste, ad avviso di chi scrive, nella compattezza dell’impasto e nella grande precisione di esecuzione coniugata appunto alla spontaneità; prova evidente del profondo controllo che gli artisti hanno del genere regalando agli ascoltatori un brillante lavoro aperto a tutti senza limitarsi alla divulgazione.
Non si pensi che si tratti di revaival nostalgico né di riesecuzioni; salvo Milonga Gis, di Carlos Aguirre, e del richiamato Windows di Corea per il resto le composizioni sono tutte ad opera di Giuliano che si conferma artista dalle solide radici.
Altro prezioso tassello nel variegatissimo mosaico della discografica Barnum, una delle realtà più interessanti nel panorama indipendente nazionale.
Formazione
Giuliano Cramerotti - chitarra
Alessandro Bianchini - vibrafono
Fabrizio Larentis - contrabbasso
Gianlorenzo Imbriaco - batteria
Video
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